Il primo anno di Shule

Come si giudica la bontà di un progetto? Quali criteri, metriche e indicatori possiamo utilizzare per verificare il buon andamento di un’iniziativa di solidarietà? Le risposte possono essere molte a seconda del punto di vista che si assume, dell’ampiezza e della profondità degli obiettivi che ci si è posti e della tipologia di target individuata in sede progettuale.

Nel rimandare a una puntuale rendicontazione e valutazione, che potrà essere fatta solo in un arco temporale medio lungo, in questa sede proviamo a raccontare Shule attraverso le storie esemplari di due protagonisti del percorso formativo-lavorativo: Camara e Boubakar.

Il primo Camara, è un ragazzo che dopo aver seguito il corso ad Asti e aver partecipato con successo all’iniziativa FoodforInclusion presso l’Università del Gusto di Pollenzo, è uscito dai percorsi di accoglienza e ha trovato lavoro a tempo indeterminato presso la trattoria I Cacciatori a Longhignana di Peschiera Borromeo, vicino a Milano. Simile, ma più “a km0”, la storia di Boubakar, ragazzo della Guinea anch’esso distintosi nell’ambito dell’iniziativa e che ha trovato una continuità lavorativa presso il Moscardo e la Ristorazione Sociale qui ad Alessandria. Due storie con protagonisti diversi, ma accomunate dall’impegno, la serietà, l’abnegazione dei protagonisti e coronate da un importante consolidamento della propria autonomia personale ed economica.

Due storie che ci parlano della bontà del modello Shule, capace in poco di un anno di attivare tre percorsi formativi professionali arricchiti da moduli sulla sicurezza e di italiano tecnico e integrati da tirocini formativi in diverse realtà del territorio, dove i beneficiari hanno potuto mettere alla prova le nozioni e le competenze apprese a scuola (Shule è infatti una parola swaihili che vuol dire scuola).

Un modello costruito al di fuori dei percorsi formativi standard, rigorosamente tailorizzato sulle esigenze delle imprese del territorio e che ha ricevuto importanti riconoscimenti a cominciare dall’UNHCR, l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite che ha voluto aprire le porte a Shule della già citata iniziativa FoodforInclusion.

E ora? La sfida è ora quella del consolidamento e della modellizzazione, ovvero da un lato enucleare gli elementi fondanti dell’esperienza per renderla replicabile e scalabile, dall’altro assicurare meccanismi di finanziamento costanti che garantiscano il necessario flusso di risorse (in particolare attraverso partnership con altre organizzazioni e operatori economici).

Di questo parleremo il 23 maggio alle ore 19.00 al Moscardo in via Volturno 20 ad Alessandria nell’evento di conclusione e restituzione.

 

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